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Enrica
ENRICA

La mia storia


Sono Enrica e ho 60 anni, la malattia renale è stata scoperta nel 1993 e due anni dopo ho iniziato la dialisi. L' inizio è stato veloce , ricordo di essermi sentita male un giorno in casa e mi sono trovata ricoverata in nefrologia , avevo bisogno di essere dializzata con urgenza così decisero i medici di mettermi il catetere e avviarmi alla dialisi peritoneale con l'obiettivo poi di inserirmi in lista d'attesa per un trapianto renale.

All'inizio mi sembrava di essere un'automa , ho imparato a fare la dialisi : facevo 3 scambi al giorno poichè i miei reni anche se poco continuavano a lavorare, eseguivo i controlli per il trapianto renale e aspettavo di vedere concludere questa fase della mia vita . Poi invece mi dissero che a causa di una situazione polmonare non chiara non potevo fare il trapianto e avrei dovuto restare in dialisi per sempre. Lo sconforto fu grande!


Ma avevo una famiglia da gestire , due figli, un marito e la mia mamma molto malata che era in casa con noi e che accudivo io, paradossalmente non avevo il tempo per lo sconforto tanto era il lavoro da fare.

La crisi vera arrivò quando mi informarono che dovevo passare a 4 scambi al giorno, in pratica mi sembrava di non avere più tempo per nessuno, ma anche in questo caso riuscii a superare il momento critico grazie al fatto che mia figlia stava organizzando il matrimonio e io dovevo preparare le bomboniere per tutti gli invitati. Non mi sentivo stanca anche se devo dire che mio marito e i miei figli mi hanno sempre aiutata senza farmelo troppo notare.

Non volevo pensare all'emodialisi perchè avrei dovuto recarmi in ospedale tre volte la settimana , trovavo la dialisi peritoneale molto comoda , mi permetteva di continuare a svolgere il ruolo di casalinga quasi come prima. Ne parlai con l'infermiera e con il medico che da anni mi seguivano in ospedale e mi proposero di passare alla dialisi notturna con una macchina. Dopo averne discusso con mio marito ho accettato e da sei mesi non faccio più gli scambi di giorno ma mi attacco alla macchina quando vado a letto , il tutto dura circa 9-10 ore, devo dire che è stata una grande liberazione per me e per mio marito avere la giornata libera ...

I momenti di sconforto ci sono sempre , ma riesco a superarli. Ho sempre voluto fortemente conservare il mio ruolo in casa , ho potuto accudire mia madre fino alla fine , è morta due anni fa, e questo mi rende serena. Il prossimo novembre nasce il mio primo nipotino , mia figlia è felice e contina a chiedermi consigli anche se è sposata. Ho già espresso il desiderio di accudire io il bambino e questo mi fa sentire utile. Mio figlio, mio marito mi sono vicini e mi aiutano , sono tutti stati preziosi nei momenti di malinconia e di tristezza.

Certo ogni tanto penso a come sarebbe stata la mia vita e quella dei miei familiari senza questa malattia e senza la dialisi , mi trovo a guardare e pensare con sottile invidia le persone sane ma poi passa subito perchè il telefono squilla e mia figlia mi chiama, mio marito è pronto e dobbiamo uscire a fare la spesa, guardo la camera in disordine di mio figlio e mi rimbocco le maniche oppure come in questi giorni devo preparare le valigie perchè siamo in partenza per il mare ( Liguria). In fondo l'unica cosa diversa dagli altri è una valigia in più : quella della macchinetta .

Enrica

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Ultima pagina aggiornata: 11 agosto 2003  

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